Annamaria Citino – Testimone di gentilezza preziosa

C’è un filo invisibile che intreccia le parole alla vita, la poesia alla realtà, la gentilezza all’anima: è lungo questo filo che cammina Annamaria Citino, nostra testimone di gentilezza preziosa.
 
Annamaria nasce a Paludi, in provincia di Cosenza, il 20 agosto 1961. Una donna che ha intrecciato fin da giovane il sapere con la sensibilità, conseguendo la maturità scientifica a Vittoria (RG) nel 1980, e laureandosi poi in Filosofia all’Università di Urbino il 27 novembre 1985, sotto il rettorato di una figura storica della cultura italiana, Carlo Bo. Il suo percorso di studi si arricchisce nel 1999 con l’abilitazione all’insegnamento in Lettere, Scienze dell’educazione e Storia.
 
Oggi Annamaria è docente di Storia e Italiano presso l’Istituto Enologico G.B. Cerletti di Conegliano (TV), città dove risiede. Ma il suo vero insegnamento va oltre le aule scolastiche. Annamaria semina ogni giorno gentilezza, umanità e bellezza dentro e fuori le parole.
 
Scrive poesie da quando aveva 16 anni, trasformando l’esperienza del vivere in versi che toccano l’anima. La sua voce poetica ha conquistato il pubblico e le giurie di numerosi concorsi letterari, tra cui il primo premio alla Giornata Mondiale della Poesia 2019 con Agnese Monaco, e il secondo posto al premio Emozioni in versi, promosso dall’associazione La Madia dell’Arte con la presidenza di Massimo Capriola. Nello stesso anno ha ricevuto anche il prestigioso Premio Mogol, testimonianza di una parola che diventa canto, carezza e resistenza.
 
Annamaria è una donna che “ogni giorno semina gentilezza sul prato arido dell’indifferenza, dell’arroganza e del menefreghismo”. Con le sue parole ci ricorda che ogni gesto, ogni sguardo, ogni attenzione all’altro può essere un atto rivoluzionario. Le sue poesie non sono solo opere d’arte, ma veri e propri atti d’amore verso l’umanità.
 
E allora, non possiamo che ascoltare la sua voce, accoglierla e lasciarci ispirare da questo suo dono prezioso:
 
 “Ogni giorno semino gentilezza sul prato arido dell’indifferenza, dell’arroganza e del menefreghismo.
Ogni giorno il seme viene annaffiato con acqua che sgorga dalla sorgente dell’onestà, dell’aiuto all’altro, della solidarietà, dall’accoglienza dell’altro, dalla difesa dei più fragili e della diversità.
Ogni giorno alla fonte riempio una brocca che non manchi mai una goccia d’umanità…”
 
 
 
Grazie, Annamaria, per ricordarci che la gentilezza è un seme, ma anche una scelta quotidiana. E che, anche in tempi difficili, possiamo sempre scegliere di essere fonte, brocca, goccia.
 
 
Natalia