Ragazze cos’è il Brief Risk Assessment (BRA)?

Una guida per comprendere uno strumento che protegge la vita delle donne.

Quando una donna subisce violenza fisica, psicologica o sessuale il momento più difficile non è solo quello dell’aggressione, ma anche ciò che può avvenire dopo.
Spesso, chi ha subito violenza vive nella paura che gli episodi si ripetano o peggiorino.
Per questo, nei pronto soccorso e nei centri che si occupano di violenza di genere, esiste uno strumento semplice ma prezioso: il Brief Risk Assessment o in breve BRA.
 
Il Brief Risk Assessment significa letteralmente “valutazione breve del rischio”.
È un piccolo questionario usato dagli operatori sanitari per capire, in modo rapido ma affidabile, se una donna si trova in una situazione di alto rischio, cioè se la violenza potrebbe ripetersi o diventare più grave, fino a mettere in pericolo la vita.
 
Non è un test psicologico, né un interrogatorio.
È uno strumento di protezione, riconosciuto dal Ministero della Salute e presente nelle linee guida nazionali per l’accoglienza delle donne vittime di violenza.
 
Il BRA si basa su cinque domande molto dirette ma fondamentali.
Sono state elaborate a livello internazionale da esperti di sicurezza e poi adattate in Italia (versione DA-5 – Danger Assessment – Brief Risk Assessment).
 
Le domande riguardano aspetti come:
 
se la violenza è diventata più grave o frequente negli ultimi mesi;
 
se l’aggressore ha mai usato o minacciato con un’arma;
 
se la donna teme che l’aggressore possa ucciderla;
 
se la violenza è avvenuta anche durante la gravidanza;
 
se l’aggressore è geloso in modo costante e violento.
 
Rispondere “sì” ad almeno tre domande indica che il rischio è alto.
Questo aiuta il personale sanitario a non sottovalutare la pericolosità della situazione e ad attivare immediatamente le misure di protezione più adatte: contatto con la rete antiviolenza, supporto psicologico, valutazione della sicurezza personale e familiare.
 
Il BRA serve a salvare vite.
Molte storie di femminicidio mostrano che la violenza era già presente e che i segnali di pericolo c’erano, ma non erano stati riconosciuti in tempo.
Con questo strumento, gli operatori possono identificare precocemente chi corre un rischio elevato e intervenire subito, senza attendere che si verifichi un nuovo episodio.
 
Inoltre:
 
dà voce alla donna, riconoscendo la sua percezione del pericolo;
 
consente di costruire un piano di protezione personalizzato;
 
favorisce la collaborazione tra sanità, forze dell’ordine e centri antiviolenza;
 
evita che il rischio venga valutato “a intuito”, garantendo invece un metodo uniforme e scientifico.
 
Un momento di ascolto e fiducia
Rispondere al BRA non è obbligatorio, ma è consigliato.
Le risposte vengono raccolte con riservatezza assoluta e servono solo per la sicurezza e la tutela della donna.
L’operatrice o l’operatore che pone le domande è formato per accogliere con rispetto, senza giudizio, in un clima di ascolto e protezione.
 
Non bisogna aver paura di dire la verità: ogni risposta sincera aiuta a costruire un percorso più sicuro e consapevole.
 
Dopo il BRA
Se il test mostra un rischio elevato, vengono attivati percorsi immediati di aiuto:
 
la segnalazione al centro antiviolenza di riferimento;
 
l’informazione sui diritti e sulle misure di protezione legale;
 
l’accompagnamento verso strutture di accoglienza protetta;
 
il collegamento con assistenti sociali, psicologhe e avvocate specializzate.
 
Tutto questo avviene con il consenso e la partecipazione della donna, che resta sempre protagonista delle scelte.
 
Il BRA è uno strumento di gentilezza non abbiatene timore.