“Scuole aperte d’estate, empatia e rispetto: il MIG accoglie e rilancia la voce del mondo scolastico e dell’associazionismo sociale”

Negli ultimi anni, dalla scuola è arrivata una richiesta chiara, quasi un bisogno condiviso: essere non solo luogo di apprendimento, ma spazio vivo di relazioni, ascolto e crescita umana.
Il recente percorso normativo avviato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il D.M. n. 183/2024 sulle Linee guida per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica va proprio in questa direzione, segnando un passaggio importante verso una scuola più consapevole, inclusiva e aperta.
Una scuola che non si esaurisce tra i banchi e le verifiche, ma che si riconosce come comunità educante, capace di accompagnare studenti e studentesse anche nella dimensione emotiva e relazionale. Una scuola che ascolta.
 
Cosa prevedono le nuove Linee guida
Le Linee guida introdotte dal D.M. 183/2024 definiscono i pilastri dell’educazione civica — Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale — tracciando obiettivi e competenze per tutti i livelli di istruzione a partire dall’anno scolastico 2024/2025.
Ma ciò che rende questo impianto particolarmente significativo è lo spazio lasciato all’autonomia delle scuole: la possibilità di costruire percorsi concreti, anche oltre l’orario curricolare, che parlino di rispetto, responsabilità, cittadinanza attiva e prevenzione del disagio. Temi che non si insegnano soltanto, ma si vivono.
Scuole aperte d’estate: un segnale che parla di cura
Il finanziamento di circa 400 milioni di euro per il progetto “scuole aperte d’estate” rappresenta molto più di un investimento economico: è una scelta culturale.
Significa riconoscere che la scuola può continuare a essere un punto di riferimento anche nei mesi estivi, offrendo spazi di inclusione, socialità e crescita. Spazi in cui coltivare empatia, costruire relazioni, sperimentare il rispetto.
In questo contesto si rafforzano anche i percorsi di formazione per i docenti, in collaborazione con INDIRE, per sostenere sempre più il loro ruolo di guide educative capaci di leggere e accompagnare i bisogni delle nuove generazioni.
Il valore di un riconoscimento
Per il MIG  Movimento Italiano per la Gentilezza, questo orientamento rappresenta qualcosa di più di un passaggio normativo: è un riconoscimento concreto di un lavoro culturale portato avanti negli anni.
Le scuole che restano aperte d’estate per promuovere empatia, sostegno reciproco e cittadinanza attiva incarnano pienamente quella visione di educazione che il MIG sostiene da tempo. Una visione in cui la scuola è luogo di incontro, di cura, di costruzione di legami.
Oggi si afferma con maggiore chiarezza che:
la scuola non può limitarsi a insegnare per valutare, ma deve educare alla convivenza e al rispetto;
è necessario offrire strumenti concreti per creare esperienze di inclusione e socialità anche oltre l’orario scolastico;
il docente è, prima di tutto, un educatore, chiamato ad accompagnare non solo apprendimenti, ma anche relazioni.
Uno spazio da abitare insieme
Questa nuova direzione apre una possibilità preziosa: costruire, insieme alle scuole e alle comunità locali, percorsi in cui la gentilezza non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana.
Il MIG è pronto a cogliere questa opportunità, mettendo a disposizione competenze, visione e progettualità, per contribuire a trasformare la scuola in un vero luogo di empatia e gentilezza.
Un luogo capace di accogliere le differenze, riconoscerle e trasformarle in valore.
Perché è proprio lì, nelle relazioni che si costruiscono ogni giorno, che nasce il futuro.