In un tempo che chiede nuove visioni e responsabilità condivise, la Conferenza “Africa Atlantica: Spazio di Futuro e Vettore di Cooperazione Euro-Africana”, ospitata presso la LUMSA di Palermo, si è rivelata un momento di alto valore culturale, politico e umano.
Un sentito ringraziamento va alla Console Generale del Regno del Marocco a Palermo, la Dottoressa Maryem Nassif, per aver voluto estendere il suo invito anche al MIG Movimento Italiano per la Gentilezza, riconoscendone il ruolo nel promuovere una nuova grammatica delle relazioni internazionali, fondata su rispetto, ascolto e responsabilità reciproca.
Desidero inoltre esprimere un sincero ringraziamento al direttivo della LUMSA, all’ Amb. Pietro Sebastiani, per l’accoglienza e per aver reso possibile un confronto così qualificato in un contesto accademico di grande prestigio.
Essere presenti in qualità di Presidente del Movimento Italiano per la Gentilezza ha rappresentato non solo un onore, ma anche una responsabilità: quella di portare un contributo che va oltre i modelli economici e geopolitici tradizionali, per abbracciare una visione più ampia, dove la cooperazione si fonda prima di tutto su valori condivisi. Una presenza che ho condiviso con la nostra ambasciatrice Daria Biancardi che, con passione e competenza, diffonde i nostri valori nel mondo.
L’Africa Atlantica emerge oggi come uno spazio strategico di connessione, non solo commerciale, ma culturale e sociale. Un crocevia di opportunità che interpella l’Europa a costruire relazioni non più asimmetriche, ma autenticamente collaborative. In questo scenario, la gentilezza si propone come leva concreta di sviluppo sostenibile: una competenza relazionale capace di generare fiducia, stabilità e progresso.
Durante i lavori, è emersa con forza la necessità di un nuovo paradigma di cooperazione euro-africana: più inclusivo, più umano, più lungimirante. Un paradigma in cui istituzioni, imprese e società civile possano dialogare su basi nuove, riconoscendo nell’altro non un interlocutore distante, ma un partner con cui costruire valore condiviso.
La gentilezza, spesso relegata a dimensione privata o individuale, si rivela invece un principio guida anche nei contesti internazionali. Essa diventa strumento di diplomazia, linguaggio universale capace di abbattere barriere culturali e costruire ponti duraturi.
Palermo, città simbolo di incontro tra popoli e culture, si conferma ancora una volta luogo ideale per ospitare riflessioni di respiro globale. Da qui può partire un messaggio forte: il futuro della cooperazione passa dalla capacità di riconoscersi, rispettarsi e costruire insieme.
In un mondo segnato da tensioni e frammentazioni, scegliere la gentilezza non è un atto ingenuo, ma un gesto profondamente strategico.
Perché il futuro, oggi più che mai, ha bisogno di umanità.