Donne e salute si incontrano.

a cura di Marcello Vitaliti

Donne e salute si incontrano, lo dico da medico essendo una mia prerogativa professionale, ma so anche che non è solo una conversazione al femminile, ma vede coinvolte tante professionalità, sensibilità, esperienze, ognuna con un sentire personale. Riprendendo l’incipit della campagna contro il fumo del Ministero della Salute “essere donna, un vantaggio da difendere” ritengo che oggi più che mai sia anche da conquistare sotto tutti gli aspetti non ultimo quello della salute intesa come benessere a tutto tondo. Del resto, da uomo prima e da medico poi, mi da piacere pensare alle donne come persone libere di curarsi, di amarsi, di prendersi cura di se, lanciando un messaggio importante: si è donne libere tutte le volte in cui si sceglie se stesse. Ritengo, sulla scorta dell’esperienza professionale vissuta dal mio osservatorio privilegiato quale è quello che offre una struttura ospedaliera di Neonatologia, che la donna intesa nel senso più trasversale quale quello sociale, economico, culturale ha preso contezza delle positive valenze di genere. Adesso si tratta di coniugare al femminile il pensare e ancora di più l’agire e in questo senso la mole del lavoro da svolgere è veramente tanto in considerazione che nel passato, fortunatamente remoto, sono stati fatti errori che hanno fatto arretrare il ruolo della donna. Oggi abbiamo realizzato qualcosa che sapevamo da tanto tempo e cioè che la donna porta con sé intrinsecamente amore, gentilezza, accoglienza e altruismo. Sappiamo anche che tali valori sono il tema principale    

In tal senso, ritengo che essendo arrivato e alla buonora il tempo delle donne si possa finalmente parlare di temi che investono dal mondo della salute a quello della emancipazione nel lavoro e nel sociale.

Spesso le donne si ritrovano a fare dei passi indietro, non per pigrizia ma più semplicemente per amore infinito verso gli altri, amore perimetrato per se stesse.

Un atteggiamento diverso arriverebbe a cambiare stili di vita, percorsi sanitari e non in ultimo un assetto sociale non edificante.

Per affermare l’identità di ciascuna donna nel suo insieme e non solo per la sua fragilità o l’eventuale patologia. 

Una libertà anche dal dolore

Psicofisico, la forma più alta di gentilezza e di attenzione per il corpo, per la mente, per la propria vita.

Ricordando sempre che non bisogna fare felici gli altri ma sorridere per i nostri traguardi: quindi libere di essere mamme e scoprire l’amore dell’allattamento, libere di non diventarlo, libere di gestire il tempo con consapevolezza. Accettando i cambiamenti del corpo e nutrire, assecondandole, le diversità.

L’approccio sereno è il primo vero passo, da fare insieme. Donne e uomini, perché la vittoria più grande è la capacità di essere squadra e sintesi di un fluire verso buone pratiche.

Abbiamo tanto su cui lavorare e tanto da migliorare, consapevoli che il nostro tempo corre veloce, che amare la libertà di essere significa farsi interprete di un momento alto di intelligenza.

E sono certo che il tempo delle donne è adesso.