l 12 ottobre, nella prestigiosa Sala Piersanti Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana, ho vissuto una giornata che rappresenta una tappa importantissima nel percorso del MIG Movimento Italiano per la Gentilezza.
Con “Gentilezza in Campo – Lo Sport come Modello di Leadership Positiva e Antidoto alla Cultura della Sopraffazione”, insieme all’OIGEC, ho voluto promuovere un confronto tra istituzioni, mondo della giustizia, sport, scuola e società civile, partendo da una convinzione profonda: la gentilezza non è debolezza, ma una scelta di responsabilità. Non è soltanto un valore individuale, ma una risorsa capace di contribuire alla prevenzione della violenza, al contrasto del bullismo e alla costruzione di comunità più inclusive e sicure.
Durante l’evento abbiamo annunciato il lancio della prima certificazione volontaria “Qui si pratica gentilezza”, un progetto con cui desideriamo invitare imprese, enti pubblici, scuole, università e organizzazioni a trasformare la gentilezza in comportamenti, procedure e buone pratiche verificabili.
In questo percorso è stato indispensabile il contributo dell’avvocato Emanuele Montemarano, guida legale del MIG e dell’OIGEC, al quale riconosco uno straordinario acume e la capacità di tradurre una visione culturale in uno strumento concreto e strutturato.
Insieme abbiamo costruito un percorso articolato in sette fasi, dalla sensibilizzazione alla formazione, dall’analisi delle realtà candidate alla verifica, fino al rilascio della certificazione e al miglioramento continuo.
L’obiettivo è ambizioso: offrire uno strumento concreto a chi sceglie di assumersi la responsabilità di praticare la gentilezza ogni giorno.
Credo sia arrivato il momento di andare oltre le dichiarazioni di principio. Se la gentilezza può generare benessere, fiducia, coesione e sicurezza sociale, dobbiamo avere il coraggio di studiarne gli effetti, promuoverla e renderla riconoscibile anche nei contesti organizzativi e nelle politiche pubbliche.
Con questa iniziativa apriamo una nuova strada e invitiamo le realtà pubbliche e private interessate a contattarci per conoscere il progetto e intraprendere insieme questo percorso.
La giornata ha avuto per me anche un significato speciale: ho annunciato la mia elezione all’unanimità alla vicepresidenza del World Kindness Movement, il movimento mondiale per la gentilezza.
Accolgo questo incarico con gratitudine ed emozione, ma soprattutto con senso di responsabilità, consapevole del valore di rappresentare l’Italia in un percorso internazionale che unisce ricerca, attivismo e dialogo istituzionale.
Come presidente del MIG, continuo a lavorare affinché la gentilezza trovi spazio non soltanto nelle relazioni personali, ma anche nei processi educativi e decisionali, nella riflessione sul benessere equo e sostenibile e nelle politiche capaci di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.
È la stessa visione che mi ha portata a promuovere il primo Kindness Act italiano e a sostenere il riconoscimento istituzionale della Giornata italiana dedicata alla gentilezza: trasformare un valore in una responsabilità condivisa e una sensibilità individuale in un impegno collettivo.
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato il conferimento dell’Attestazione di Pubblica Benemerenza del MIG al magistrato Nicola Graziano.
Ho avuto inoltre il piacere di consegnare i nostri iconici Gelsomini Gialli, riconoscimenti con cui valorizziamo persone che, attraverso il proprio impegno civile, istituzionale e sociale, contribuiscono al bene comune.
Tra i premiati figurano Alessandro Aricò, Emanuele Montemarano, Tina Montinaro, Giuseppe Tango, Ugo Cappellacci, Daria Biancardi, Giorgio Landoni, Stefania Migliore, Miki Biasion, Daniela Crimi, Padre Vitangelo Denora, il Gonzaga Campus, Maria Cecilia Morandini, Salvatore Requirez, Giuseppe Lupo, Teresa Piccione, Life Aps, Ivan Pintabona, Michele Grillo, Fulvio Balmelli, Massimo Valentino, Guido Stratta, Giuseppe Pezzati, il Fiat 500 Club Italia.
A ciascuno va la mia gratitudine per aver testimoniato, attraverso percorsi ed esperienze differenti, il valore della responsabilità, della dedizione e dell’attenzione verso gli altri.
Credo sia importante dare visibilità a chi, ogni giorno, mette competenze, sensibilità e impegno al servizio della collettività, contribuendo a rendere più forte il tessuto sociale del nostro Paese.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, onorevole Gaetano Galvagno, per averci accolti nella Sala Piersanti Mattarella, e alla città di Palermo, con l’Assessorato alla Cultura guidato da Antonio Rini, per il sostegno e l’attenzione riservati all’iniziativa.
Grazie alle istituzioni, ai relatori, agli sportivi, agli educatori, alle associazioni e ai volontari che hanno contribuito alla riuscita della giornata, arricchendola con le proprie esperienze e testimonianze.
Portare questo confronto a Palermo ha rappresentato per me anche una scelta precisa: dare al Mezzogiorno un ruolo centrale nella diffusione di una cultura della gentilezza capace di generare nuove opportunità educative, sociali e istituzionali.
Torno da questa giornata con una convinzione ancora più forte: non basta parlare di gentilezza, dobbiamo creare le condizioni perché venga praticata, riconosciuta e coltivata.
Con “Gentilezza in Campo” e con la certificazione “Qui si pratica gentilezza” desidero contribuire a questo cambiamento, coinvolgendo tutte le realtà che credono nel rispetto come criterio concreto del nostro modo di vivere, lavorare, educare e amministrare.
Perché la gentilezza non cambia il mondo con le sole parole. Lo cambia quando diventa una scelta quotidiana, una pratica condivisa e, finalmente, una responsabilità collettiva.