La violenza non è dissenso: a Torino una linea è stata superata.

Ci sono immagini che restano impresse non per la loro spettacolarità, ma per la loro umanità.

A Torino, durante la manifestazione per Askatasuna, una camionetta delle Forze dell’Ordine è stata data alle fiamme.
All’interno c’era un agente.

Si chiama Alessandro.
E mentre il fumo invade l’abitacolo e il calore diventa insopportabile, la paura non è un’idea astratta: è reale, fisica, totale.

Fuori dalla camionetta c’è un collega.
Non scappa. Non si volta. Resta.
Quando Alessandro riesce a uscire, gli sta accanto, lo sorregge, gli parla. Gli mette una mano sulla spalla. In quel gesto c’è tutto: professionalità, solidarietà, cura. Umanità.

Più tardi Alessandro dirà: «Ho avuto paura di morire».
Non è uno slogan. È una verità nuda.

Non è disagio sociale. È violenza politica
Il MIG Movimento Italiano per la Gentilezza esprime ferma e totale condanna per quanto accaduto.

Quello di Torino non è un episodio riconducibile al disagio sociale né a forme legittime di protesta.
È una scelta deliberata di violenza.
È una politica della violenza che usa la distruzione, l’intimidazione e la messa in pericolo della vita umana come strumenti di azione.

Qui non ci sono simboli colpiti, ma persone.
Non parole, ma corpi.
Non rivendicazioni, ma vite esposte al rischio.

La gentilezza non è neutralità
Il MIG ribadisce con chiarezza di essere, senza se e senza ma, dalla parte delle Forze dell’Ordine, presidio essenziale di legalità, sicurezza e tutela della convivenza civile.

Colpire chi serve lo Stato significa colpire l’intera comunità democratica.

Per il Movimento Italiano per la Gentilezza, la gentilezza non è indulgenza né ambiguità.
È responsabilità pubblica.
È capacità di tracciare confini netti.
È il coraggio di dire che la violenza non è mai giustificabile, non è interpretabile, non è negoziabile.

Va riconosciuta.
Va nominata.
E va fermata.

Dichiarazione della Presidente del MIG, Natalia Re
«Non siamo davanti a disagio sociale, ma a una scelta politica di violenza che vuole distruggere, intimidire e destabilizzare.
Come Movimento Italiano per la Gentilezza sentiamo il dovere morale e civile di dirlo con chiarezza: la violenza non è dissenso, non è protesta, non è futuro.
La nostra vicinanza va alle Forze dell’Ordine e a chi ogni giorno difende la sicurezza e la democrazia, anche a rischio della propria vita».